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SECOF, SERVIZI E MODALITÀ DI FINANZIAMENTO DEI NETWORK: ESPERIENZE A CONFRONTO

Una carrellata sulla vision alla base dei network appartenenti alle diverse cooperative europee e un focus, in particolare, sui servizi proposti agli associati e sul sistema di finanziamento. Sono questi alcuni dei punti al centro dell’ultimo incontro di Secof, l’organismo di rappresentanza europea dei distributori intermedi del farmaco di esclusiva proprietà di farmacisti, che si è tenuto a inizio marzo a Madrid. Ne parla Maurizio Stroppa, direttore generale di FederFARMA.CO, in rappresentanza dell’Italia.

 

«L’incontro è stato molto utile», ha spiegato Stroppa, «perché ha permesso di scambiare informazioni, di confrontarsi sulle diverse esperienze espresse da ogni territorio, di raccogliere eventuali criticità e punti di forza relativi a ogni Paese e di verificare elementi di innovatività nei modelli realizzati. Il panorama che è emerso è molto variegato: i network presentano caratteristiche differenti a seconda dei territori, degli specifici bisogni di salute, del sistema normativo e del ruolo che le farmacie hanno nei diversi sistemi Paese, anche se si rileva un nucleo di elementi comuni, costruiti, in particolare, intorno allo spirito consortile. Al centro del confronto c’è stata, infatti, l’opportunità di individuare e condividere tali elementi comuni, per valutare lo sviluppo di un modello condiviso capace, tuttavia, di valorizzare le specifiche territoriali, mantenendo in questo modo la possibilità di incidere al meglio sulle diverse realtà, per rispondere alle esigenze e caratteristiche locali».

 

Per quanto riguarda l’Italia, «l’incontro è stata una occasione per fare il punto sulla visione delle singole reti, i servizi proposti e le modalità di finanziamento, partendo dalle esperienze di alcune cooperative e società di farmacisti associate a Federfarma Servizi».

 

A essere richiamati, all’interno del confronto, anche i dati dell’ultima edizione dell’indagine Reverse Audit di TradeLab, che ha messo a confronto i giudizi delle aziende produttrici e della distribuzione farmaceutica intermedia e finale sulle reti e catene di farmacie. Per misurare le valutazioni è stata utilizzata una griglia di 34 indicatori, strutturati in aree quali logistica e Transfer order; marketing; accordi commerciali; struttura acquisti e processi di buying; valore dell’insegna/progetto retail; partnership e collaborazione. «Ma a emergere, tra gli altri aspetti, è anche che il giudizio delle industrie del comparto salute tende a strutturarsi attorno a un nucleo principale di parametri. Tra questi sono stati individuati la disponibilità e la condivisione accurata dei dati di sell-out delle farmacie associate, la capacità di realizzare progetti di category management e operazioni commerciali specifiche con l’industria e il livello di gestione degli stralci To (Transfer order)».

 

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